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Note a margine del Chichingiolo

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A TUTTA BIRRA

Justin Hill è stato, in anni recenti, insegnante volontario in Eritrea, a Cheren per la precisione. Narra le sue avventure in un libro ora pubblicato dalla Abacus, Ciao Asmara. Il medaglione in quarta di copertina definisce, tra l'altro, l'Eritrea in questi termini: "[...] a place whose welcome is always warm but whose Melotti beer is the most disgusting in the world." (traduzione: [...] un paese dove l'accoglienza è sempre calorosa ma che ha una birra, la Melotti, che è la più disgustosa del mondo). Evidentemente l'orzo e il luppolo non sono più gli stessi.

MAMBO!

C'è nessuno che sappia dirci chi si nasconde dietro questo a dir poco affascinante nome: Francisco De Asis Javier Mingall Cugat De Bru Y Deulofeo? Un bambino prodigio con il violino, accompagnò Enrico Caruso ma gli amici lo chiamavano con il più mortale Cugie. Come dar loro torto?

O TEMPORA ...

Le pagine di cronaca nera riportano frequenti e deplorevoli casi di pargoli che evitano accuratamente di usare certi riguardi nei confronti dei propri cari e congiunti e, invariabilmente, sussurriamo che "una volta certe cose non succedevano". Alexandre Dumas padre ci soccorre per smentire e affermare che non vi è apparentemente alcun tempo in cui le disgrazie siano maggiori o peggiori di altro:

Ed eravamo attorno al 1846 . . .

IL ROMANZO MISTERIOSO (22.02.2003)

Uscì nel 1969 per i tipi della Baldini & Castoldi. Chi è in grado di dirci, così, su due piedi, di quale libro si tratta? Per aiutarvi, vi proponiamo l'incipit dei capitoli. Restiamo in attesa delle vostre risposte.

* * * * * * *
Dapprima, poiché l'idea era stata sua, sembrava che "il libro" dovesse scriverlo Zizzi. (pag. 5)
PARTE PRIMA

1 - Ci eravamo ritrovati in questa incarnazione - delle precedenti, come accade avevamo entrambi perduto il ricordo - in un super affollato campo di tennis. (pag. 21)

2 - Si rivelò meno "facile" di quanto credevo, ma non schiava di pregiudizi. (pag. 24)
3 - "Ci aiuti, Padre - pregò Letizia prendendogli una mano. - Io non so come ho fatto a innamorarmi di questo tipaccio, ma gli voglio un bene da morire e anche lui a me." (pag. 36)
4 - Zio Bruno, senza essere ciò che genericamente viene definito un materialista, annetteva, a torto o a ragione, una certa importanza alla vita terrena [...] (pag. 41)
5 - L'appuntamento con Letizia era per le nove in Piazza del Commissariato dell'Hamasien. (pag. 44)
6 - Fikadù, in lingua locale, vuol dire "Volontà di Dio", "Ordine Supremo" o qualcosa di simile. (pag. 49)
7 - Ti amo, Tom.
- Cara
- Sei felice?
- Non chiedermelo. (pag. 51)
8 - Quando giungemmo a Fikadù, le grandi piogge erano cessate da poco e un manto di tenero verde si stendeva sui campi. Dai brevi alberi di papaie pendevano grossi frutti gialloverdi e così dai frastagliati banani. (pag. 55)
9 - L'ainamaì, la sorgente, sgorgava dalla roccia quasi alla sommità della collina. (pag. 58)
10 - Ritrovammo gli antichi compagni, Osvaldo, Lydia e tutti gli altri. (pag. 75)
11 - Per celebrare il ventesimo compleanno di Letizia, zio Bruno, tornato da qualche giorno dalla Dancalia, volle che organizzassimo un piccolo party. (pag. 86)
12 - L'ultima passione dilagante tra il nostro bel mondo era, in quei giorni, l'equitazione. (pag. 98)
13 - La Valle del Dorfù annegava in una matassa di nebbia grigiastra, mentre più in alto la pioggia avvolgeva le lucide euforbie come in un involucro di cellophane. (pag. 103)

14 - Il Party, che si svolgeva in casa di Lydia con la regia di Osvaldo, non differiva da tutti gli altri se non per un quartetto di sonatori formidabilmente attrezzati di quasi tutti gli strumenti atti a produrre rumori. (pag. 110)

15 - Mi sembrava d'essermi appena addormentato, quando, sul tavolino al mio fianco, cominciò a trillare la suoneria del telefono. (pag. 122)
16 - Era stata una giornata serena e piacevole. [...] Sul cancello di casa, per antica abitudine, ci voltammo a salutare la Croce del Sud, immobile sulle buie colline di Gaggiret [...] (pag. 130)
17 - Non ero tranquillo. (pag. 139)
18 - Seduto dietro la scrivania di massiccio legno di teck, zio Bruno stava arrotolandosi una sigaretta con tanta meticolosità che neanche sollevò il capo, al mio ingresso, né rispose al saluto. (pag. 151)
19 - Iniziò un periodo di intensa attività. (pag. 160)
PARTE SECONDA
1 - "WAR IS OVER". Con queste sole parole, stampate su pochi manifesti murali le Autorità Britanniche parteciparono alle promiscue popolazioni dell'Eritrea la fine del secondo conflitto mondiale. (pag. 169)
2 - I quattro Inviati dell'ONU, ritennero in coscienza di non poter fare una relazione basandosi soltanto sui piuttosto discordi pareri delle duecento persone che avevano ascoltato, e visto che le genti dell'interno non venivano a loro, decisero, con molta buona volontà ed altrettanto candore, di recarsi essi stessi ad intervistarli. (pag. 177)
3 - Per arcani ma inoppugnabili tramiti, i nostri uomini di Fikadù appresero, con un certo anticipo sulla comunicazione ufficiale (del tutto simbolica, del resto, in quanto pubblicata sul "Quotidiano Eritreo", e si sa che i contadini indigeni non indulgono in letture di sorta) che [...] (pag. 182)
4 - Anche dopo la partenza dei Quattro Signori dell'ONU, tornati a Lake Success per riferire il risultato delle indagini, la lotta politica in Eritrea proseguì a ritmo serrato ed anzi andò sempre più inasprendosi. (pag. 192)
5 - I Quattro Signori dell'ONU, quelli che i drittoni dagli occhiali affumicati e dalle molte penne a sfera erano certi di aver fatto fessi, al momento di [...] (pag. 203)
6 - Il trasferimento a Massaua di Eva, che si imbarcava per Cipro, avvenne romanzescamente e disagevolmente via strada, in colonna. (pag. 212)
7 - Zizzi si svegliò con l'emicrania. (pag. 218)
8 - Tornavamo dall'aver trascorso la sera a casa di amici dei nostri amici, dove Zizzi, per le note ragioni ed altre di origine assai più recente, aveva folleggiato e bevuto con notevole impegno. (pag. 229)
9 - "Hai sentito le ultime prodezze degli scifta?" - mi chiese Osvaldo. (pag. 239)
10 - Invogliati da una lieve brezza di nord-ovest, che mitigava gli abbaglianti ardori del sole, andammo a trascorrere le ultime ore di un pomeriggio domenicale all'Isola Verde. (pag. 250)
PARTE TERZA
1 - La colonna per Asmara partiva alle 7 del mattino. (pag. 265)
2 - Radunati intorno ad un tavolo della tecceria fuori mano, alcuni giovani dalle teste crespute e dalle grinte dure mezzo coperte dagli immancabili occhiali da sole, ascoltavano con compiaciuto interesse, tra una bevuta di mastica ed una di suà, la brillante impresa [...] (pag. 276)
3 - Partimmo con la Land Rover sovraccarica di provviste: cibi in scatola, sigarette, casse di birra, un po' di liquori, e tutto l'arsenale. (pag. 287)
4 - Alle prime luci dell'alba cinque uomini della concessione partirono in altrettante direzioni in cerca di notizie; [...] (pag. 297)
5 - Senza dubbio, non era stata una idea molto brillante quella di istallare il generatore ed il motore che lo azionava nel locale addossato alla villa. (pag. 303)
6 - Finalmente potemmo goderci noi due soli la tangibile, calda e rincuorante presenza di zio Bruno. (pag. 317)
7 - Sembrava che con la sua taumaturgica presenza, col solo fatto cioè di essere ritornato nel suo podere, zio Bruno fosse riuscito a disperdere le minacciose forze del male [...] (pag. 322)
8 - "L'ultima serie di delitti e di odiosi crimini perpetrati dai banditi nella Zona delle Pendici Orientali..." scrisse in seguito un cronista locale [...] (pag. 329)
9 - La partenza del Nume, di Zizzi e di 50 quintali di frutta, convenientemente stivata sugli autocarri spogliò, per così dire, Fikadù delle sue gemme più belle; [...] (pag. 339)
10 - Non più strepiti, nella notte, ma solo un sordo brusio di voci concitate dalla zona dei tucul. (pag. 348)
11 - Neanche i galli salutarono quell'alba luttuosa. (pag. 355)
12 - Avevo la testa chiusa come in un cerchio di ghisa rovente, il che mi dava, tra l'altro, una grande nausea. (pag. 366)
[...] ogni eventuale omonimia è da considerarsi involontaria e puramente incidentale. FINE (pag. 373)

Stampato per conto della Casa Editrice Baldini e Castoldi da "Tip. Fortezza" - Via Flumendosa, 47 - Milano

Se qualcuno fosse ancora interessato al libro, il titolo esatto è: "Concessione a Fikadu" di G.V. Scardaville. Scardaville è uno pseudonimo e chi ci sia dietro non si sa. Potrebbe rivelarsi ora che le cose sono cambiate da quando, nel 1969, pubblicò il libro.
Rosati Giancarlo
(29/12/2008)

SHIRO' (26.02.2003)

Maurizio Calestrini (Asmarino? Addisabebino?) e Marianna Montereale hanno appena lanciato sul mercato un marchio di oggetti che, a quanto scrivono gli esperti di 'tendenze', sono sì esclusivi ma anche rispettosi di ambiente e artigianato. Auguri de Il Chichingiolo a questa nuova collezione. Il suo nome? Shirò. Dal nome delle lucertole Africane a due code. Ne ignoravo l'esistenza ma ora mi assale un dubbio: che abbia finora gustato polvere di rettile anziché farina di ceci?

CARAIBI (5.03.03)

Dopo l'emozione per un ritrovato Roberto Serapioni che ora vive dalle parti dei Caraibi, Isole Vergini per la precisione, ci è venuto a mente ciò che scrisse qualche anno fa Harry Ritchie, giornalista e scrittore Londinese, a proposito di quell'angolo di mondo ancora sotto la Corona Inglese. Nel 1969, gli isolani di Anguilla decisero, non senza chiasso e un po' di disordini, di separarsi da St. Kitts-Nevis e diventare una colonia Britannica separata. Fu lanciata l'Operazione Sheepskin: 315 paracadutisti e 40 poliziotti ("bobbies") Inglesi sbarcarono sull'isola. L'unica vera resistenza che incontrarono fu un nutrito gruppo di fotografi di Fleet Street. Annota Ritchie:
"Questa invasione Britannica di un territorio Britannico per impedire che un'isola Britannica diventasse una colonia Britannica separata, fu talmente frivola e imbarazzante che la secessione richiesta fu concessa nel 1982 e Anguilla divenne un territorio dipendente Britannico indipendente".
Capito come vanno le cose laggiù?
(HARRY RITCHIE, The Last Pink Bits - Travels Through the Remnants of the British Empire, Sceptre, 1997)

DOMANDE (5.05.03)

Davide Longo ha scritto e pubblicato presso Marcos Y Marcos "Un mattino a Irgalem". Il protagonista, Pietro, sbarca a Massaua e in quattro mosse arriva ad Addis Abeba. In treno. In treno?? Da Massaua??
Marco Curradi ha scritto e pubblicato presso meridianozero "Cera e oro", ambientato ad Addis Abeba fra il 1969 e il 1975. Michele, il protagonista, il giorno dopo il suo arrivo nella capitale Etiopica, esce per strada. Piove, trova riparo sotto un porticato. Tre vetrine, una, un negozio Olivetti, espone computer. Computer?? Nel 1969??
Rosa Matteucci ha scritto e pubblicato presso Adelphi "Libera la Karenina che è in te". La donna al centro della narrativa arriva ad Asmara e passeggia per la città. Si dirige per un lungo viale alberato che costeggia lo zoo ora abbandonato, oltre il magnifico cinema Impero fino alla rotonda della FIAT Tagliero. Cinema Impero?? E il Roma dov'è finito??
Ah, già, dimenticavo: è fiction.

RICETTE (17.11.03)

A proposito di ricette, sfogliando una raccolta di articoli di un famoso quotidiano italiano mi sono imbattuto in questa:
"Scirò, salsa di farina di noci tropicali: rosolare a lungo una cipolla tritata, aggiungervi la farina, erbe aromatiche e acqua. A lungo sul fuoco (per 2 ore)". I miei dubbi (già espressi segnalando il marchio di Maurizio Calestrini) invece di chiarirsi si fanno più assillanti.

GUIDA (11.06.04)

Chi ricorda cosa avvenne ad Asmara l' 8 giugno 1963??? La memoria vi tradisce? Ve la rinfresco io: fu cambiata la guida per strada dalla sinistra (tipo Inglese) alla destra!!!
Saluti a tutti i Chichingioli.
Dino Maffei, lo Shifta

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Solo uno Shifta poteva ricordarsi di una simile ricorrenza: era infatti lui che fermava le macchine!
il C.

L'ERBA DEL VICINO ... (29.06.04)

Peter Ustinov (attore, romanziere, regista, mimo e altro), recentemente scomparso, vantava ascendenze Russe, Tedesche, Italiane, Francesi e Svizzere oltreché una o forse più gocce di sangue etiopico nel proprio patrimonio genetico. Pare che l'epitaffio sulla tomba di questo multiforme ingegno artistico reciti: "Keep Off The Grass", non calpestate l'erba. Amen.

SAMBA! (10/11/2004)

Lo sapevate che la FANTASIA, la danza Eritrea, ha lo stesso ritmo della (o del) SAMBA?
Quando ero ragazzo ero innamorato delle canzoni e musiche latino-americane e andavo matto per tutti e due i balli, pur non essendo che un discreto ballerino. Ora ne vado ancor più matto, anche se non ho la stessa elasticità che ci vuole.
Ciao.
Sarino Luppino

NUTELLA (30/01/2005)

Un caro saluto a tutte le chichingiole e chichingioli. Il sito www.jobtel.it riporta un articolo del Sole/24ore del 06/12/2003 sul quale è riportata la notizia che Pietro Ferrero, il creatore della famosa "Nutella" e fondatore della omonima industria dolciaria, agli inizi della sua carriera aveva aperto una pasticceria all'Asmara.
Era anche lui un chichingiolo? Qualcuno conosce maggiori dettagli?
Grazie!
Angelo Selvi
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Non ci sorprenderebbe, conoscendone le virtù, scoprire che furono i chichingioli e non le nocciole a ispirare la famosa crema spalmabile ... Facezie a parte, consultando un documento del Centro Studi Beppe Fenoglio, abbiamo trovato conferma che l'industriale Ferrero fu effettivamente ad Asmara dal 1938 al 1940. Ringraziamo Angelo per la segnalazione.
il C.

THE BEST (08/08/2005)

Secondo il quotidiano britannico "The Daily Telegraph", il miglior ristorante italiano del creato non si trova a New York, Tokyo, Roma, Berlino o Parigi ma su Mahatma Gandhi Street ad Addis Abeba. Il "Castelli" è stato meta preferita di Jimmy Carter, Brad Pitt e Sir Bob Geldof che lo ritiene l'unico ristorante dove poter gustare "real pasta". Mica male, vero? per ciò che il giornale definisce "Ethiopia's top trattoria".

RICERCA (03/09/2005)

Di solito "guglo", ossia uso, per lavoro o per diletto, quell'attrezzo chiamato Google, motore di ricerca che serve per trovar la strada nella fitta rete di Internet. L'altra sera, invece, per un motivo ancora misterioso, m'è venuto l'uzzolo di usare Altavista. Motivo? Nessuno, ero curioso di rivedere, dopo anni di assenza, il primo "setaccio" che avevo usato al mio debutto nella società del Web. Provo a fare una ricerca per immagini: digito "chichingioli", disattivo la casella Grafici, lascio immutati gli altri campi e lancio la ricerca. Ecco il bel risultato:

Sono stati trovati 0 risultati. Suggerimenti:

Prova parole chiave differenti o in minor numero.
Elimina virgolette o segni più.
Raffina le tue selezioni di filtri
Ricerca chichingioli in: Pagine Web MP3/Audio Video

Cambio, questa volta uso la parola chiave "asmarini" e il risultato sono quattro foto, due di un gruppo di asmarini che Altavista va a pescare nel sito della Kagnew Station e due sono foto di ... chichingioli! Qualcosa mi dice che anche i Motori di Ricerca hanno un'anima.

STORIA FILATELICA (08/01/2006)

Salve, sembra che nessuno sappia che il 25-06-1950 fu emessa una busta filatelica in Asmara, in onore ai caduti Italiani. Sulla busta, di cui allego foto, vi sono due francobolli, uno italiano e l'altro inglese. Un pezzetto di storia sconosciuta ... ma significativo.
Saluti, Pier Luigi
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Breve illustrazione di questa emissione filatelica:
"Il francobollo del COMITATO ITALIANO ONORANZE CADUTI (1° Giornata filatelica dell'Eritrea; Manifestazione organizzata e diretta dal suddetto Comitato), fu emesso in 5.000 (Cinquemila) esemplari.
E precisamente: 2.500 su buste numerate da 01 a 2.500, e 2.500 su cartoline pure numerate da 2.500 a 5.000, buste e cartoline portano tutte l'intestazione seguente: 1° GIORNATA FILATELICA DELL'ERITREA PRO COMITATO ITALIANO ONORAZIONE CADUTI ASMARA 25 GIUGNO 1950.
Così ebbe ad autorizzare per iscritto l'autorità britannica (B.M.A.) che governava allora a tutti gli effetti (civile e militari) l'ERITREA.
Il francobollo doveva avere valore postale di affrancatura e per il valore contrassegnato sugli stessi, pari a Shg. E.A. 2.
La vendita si effettuò solo per il giorno indicato (25 GIUGNO 1950) per cui appunto fu istituita la PRIMA GIORNATA FILATELICA DELL'ERITREA.
Delle manifestazioni trattò ampiamente la stampa del posto.
Il ricavo andò a beneficio totale del comitato organizzazione sopra citato, affinché potesse sopprimere alle spese riferentesi a ricerche di caduti ed alla sistemazione decorosa dei numerosi Cimiteri di guerra dell'ERITREA.
L'autorità britannica non ammise in seguito (pochi giorni prima della manifestazione) che il francobollo avesse valore postale di affrancatura, provvide però ad annullare i propri valori e quelli del Comitato con appositi bolli usati solo per le giornate della manifestazione (25 GIUGNO 1950).
Il Comitato, a tutela del propri interessi morali e materiali, e per altre ovvie ragioni, esigette ed ottenne la distribuzione dei bolli di annullamento e di tutto il materiale di scarto e di prova esigente presso la tipografia che curò la stampa del francobollo.
In precedenza aveva ottenuto dal Comitato Italiano della Guardia di Finanza, (Comando ancora esistente e funzionante in Eritrea) il controllo e la verbalizzazione UFFICIALE della stampa dei 5.000 (cinquemila) francobolli.
Alla distruzione dei bolli di annullamento e di tutto il materiale di scarto (operazione avvenuta presso gli alti forni della CERAMICA TABACCHI DI ASMARA) assistettero: il Direttore Italiano delle Poste dell'ERITREA anche in rappresentanza del Funzionario brittannico (sic) incaricato del controllo delle Poste e annessi servizi (Cav. GASPARINI IL PROPRIETARIO e DIRETTORE della tipografia "Percotto" ove venne stampato il francobollo (comm. PERCOTTO) il rappresentante del COMITATO ITALIANO ONORANZE CADUTI dell'ERITREA (GUIDO FAZI).
Oltre al notaio dr. Mastrandrea di Asmara che provvide a stendere regolare atto notarile non solo della operazione di distruzione di cui sopra, ma anche del come avvenne la stampa del francobollo dato che il Comitato Italiano della Guardia di Finanza (e come illustrato più sopra) aveva assistito nei dovuti termini di legge alla stampigliatura del 5.000 esemplari filatelici, rilasciando anche fin da allora regolare verbale di avvenuto controllo e verifica. "

IN VINO VERITAS (18/09/2006)

Cosa sarebbe la letteratura senza un drink? Non avremmo, tanto per dire, le storie di Tarzan se un buon vino d'annata non avesse sciolto la lingua di un anonimo narratore che Edgar Rice Burroughs prese la briga di ascoltare. Oppure, sfogliando le pagine di Cime Tempestose, non ci imbatteremmo nel suggestivo nome di un grog che tuttavia si rivela non essere ciò che si potrebbe, sul momento, credere. E capirete perché: la bevanda, preparata con vino Porto, vino rosso, vino di Borgogna, brandy, acqua, zucchero, limone e un pizzico di noce moscata, si chiama "negus". E fu creata all'inizio del XIX secolo da un certo colonnello Francis Negus. Fine dell'illusione.

BIOLOGICO (13/01/2007)

Momenti di tensione in un ufficio postale del Sud d'Italia. Da una busta fuorusciva una polvere sospetta. Allertato il 112, fatti evacuare i locali, gli esperti del nucleo antisabotaggio sono prontamente intervenuti per recuperare sia il plico che la sostanza fuoruscita. Da successive analisi si è scoperto che si trattava di spezie, spedite dall'Africa a una donna eritrea. Sempre detto noi che berberè e scirò sono una bomba...

CADEAU ROYAL (15/10/2008)

Il 14 Ottobre 2008 da Christie's in Avenue Matignon 9 a Parigi, sono andati all'asta oggetti privati appartenuti ai reali di Francia Luigi XVI e Maria Antonietta, entrambi ghigliottinati nel 1793. Fra i cimeli, il lotto 52 era una Croix Processionnelle. In altre parole, il miglior offerente si è aggiudicato una croce etiopica in ottone dorato (46 cm. di altezza x 34 cm. di larghezza) appartenuta a Henri, principe d'Orléans (1867-1901), primogenito del Duca di Chartres che era stato uno degli esploratori dell'Abissinia. Un po' d'Etiopia per les souverains de France.

IN PALIO (19/04/2010)

Narrano le cronache che "il 2 Luglio 1927, per la prima volta nella storia, corse il Palio di Provenzano a Siena un fantino straniero. Si trattava di Peré Golan detto "Alì", un venditore ambulante, originario dell'Eritrea, montato dalla contrada del Bruco su un cavallo di scarsissimo valore. [...] Alì, fantino esordiente, ebbe il solo ordine dai dirigenti del Bruco di fermare il Nicchio. L'eritreo infatti strinse Porcino allo steccato ed il Nicchio partì ultimo con uno dei migliori cavalli. [...]". Il cavallo di Alì era un sauro. Il Palio fu vinto dal Picino su Tonta per la contrada del Valdimontone. Al Palio dell'Assunta del 16 Agosto 1927 Alì si ripresentò col Bruco, fece la prima prova ma poi non si presentò al canape. Con un Palio corso e lo 0% di vittorie sul proprio palmares, Alì finì a Genova a fare il tassista. Con tutt'altro tipo di cavalli.
[Fonti: http://www.ilpalio.org/ e http://www.ilpalio.siena.it/]

CAFFE' (25/04/2010)

ERITREA (14/09/2016)

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