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QUELLE DELLA YAMAHA E… DELLA KAWASAKI
di Vittoria Ghevrejesus
 
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Mancano un paio di giorni alla mia partenza per Stati Uniti e Messico e sono alle prese con le ultime commissioni e con i bagagli… Arriva una e-mail da Anna: "… perdonami se arrivo sempre all'ultimo minuto… ricordi quelle foto scattate nel mio giardino ad Asmara… io, te e Marilisa con le nostre moto…? Le ho ben stampate nella memoria, ma le ho cercate dappertutto e non riesco a trovarle, tu le hai senz'altro… Vorrei fare una sorpresa a Marilisa e portargliene una, la più bella, ingrandita ed incorniciata, in ricordo dei bei tempi e della nostra grande amicizia". Trovo l'album, lo sfoglio… ecco le foto scattate nel giardino di casa Matteoda in un caldo pomeriggio estivo… noi tre con le nostre fiammanti e amate moto: la mia Yamaha trial 100 color senape e la Kawasaki 100 da cross di Anna color rosso-arancio con strisce in contrasto…
Era il 2 giugno 1972, avevamo poco più di 16 anni!
Eravamo… quella della Yamaha e quella della Kawasaki!

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Non era stato semplicissimo farsi regalare la moto dai nostri genitori… Io avevo fatto leva sui buoni risultati scolastici e sull'amore di papà per i motori… Anna invece ricorda ancora con grande tenerezza le parole pronunciate da mamma Virginia: "… non l'avrai mai finché io sono in vita…"! Ma la settimana dopo suo papà Alberto l'aveva accompagnata, sornione, da Pastacaldi per l'acquisto dell'oggetto del desiderio!
Che gioia e che sensazione di libertà scorrazzare in sella alle nostre moto lungo i bei viali del centro di Asmara, la strada per l'aeroporto, le stradine sterrate dalle parti delle "antenne" e i boschetti di eucalipti della nostra concessione agricola!!

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Al mattino Anna passava a prendermi sotto casa, il suo arrivo era preannunciato da un rombo acuto e scoppiettante ed una scia di fumo scuro, addosso una casacca militare tinta di nero con il simbolo della pace ricamato sul taschino, un basco di panno verde per proteggere i lunghi capelli dall'aria frizzante del mattino e dai fumi olezzanti della Kawasaki, ed una tracolla piena di libri.
In sella ai rispettivi "bolidi" raggiungevamo il Liceo Martini nella nuova sede vicino al cinema Capitol e il breve percorso insieme era occasione per scambiare due parole sulle interrogazioni e sui compiti che ci attendevano e per fare due risate con naturalezza e complicità.
Nel pomeriggio, dopo esserci trovate a casa di uno o dell'altro compagno di scuola per i compiti, un paio di "vasche" lungo viale Roma o viale Hailè Sellasiè e poi un salto all' American Bar da Smanio per un'"indiana", una pizza sottile con il "caria" piccante, buonissima. Al sabato, finite le lezioni, una puntata (sempre a cavallo delle moto) al bar Royal con gli amici di scuola per una birretta scura con mezzè, e nel pomeriggio un cinema sempre con la combriccola, o… massimo dei massimi, una bella festa a casa di questo o quello, in attesa del pomeriggio domenicale al CUA dove si ascoltava la musica, si ballava, si sognava.

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Mitica era stata una vacanza a Massaua con la moto; io non avevo ottenuto il permesso di portare la mia Yamaha, Anna invece aveva fatto tutto il viaggio Asmara-Massaua in sella alla sua Kawasaki seguita dal papà in macchina. Una volta a destinazione ci spostavamo in tre (Anna, Danila ed io), sull'unico mezzo di locomozione a nostra disposizione… percorrendo Taulud a tappe… durante le quali una delle due "passeggere" faceva dei tratti a piedi per evitare i poliziotti del "traffico" per poi risalire in sella una volta imboccata la strada verso Gurgussum: un tuffo nelle acque calde del nostro Mar Rosso, un po' di sole, un panino al tonno, un frullato di papaia al bar di Ramadam. Poi una corsa fra le dune della bellissima spiaggia di De Paoli ed un tuffo ristoratore in tarda sera in mezzo alla fosforescenza… con gli amici e i compagni di scuola più cari.
Era una caldissima estate, avevamo appena dato gli esami di maturità ed eravamo pieni di sogni. Sarebbe stata la nostra ultima estate veramente spensierata e felice. Di lì a poco ognuno avrebbe seguito il suo destino, chi in Italia e chi negli Stati Uniti per frequentare l'università, e le nostre adorate moto sarebbero rimaste ad Asmara ad aspettarci, ad attendere invano un'altra estate di corse spensierate !

Queste eravamo noi: sorridenti, ironiche, piene di vita, i lunghi capelli svolazzanti al vento…

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Missione compiuta: Anna ed io abbiamo consegnato a Marilisa la foto di noi tre con le moto… la famosa foto scattata nell'estate del 1972… Ci sono stati abbracci e occhi lucidi… per i bei ricordi del passato… e per le grandi emozioni del presente…
Ci mettiamo in posa per una nuova foto: noi tre… oggi… con lo sfondo di un bellissimo mare turchese…
Abbiamo sempre lo stesso sorriso e i capelli svolazzanti nel vento…!

Vittoria

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P.S: noi eravamo quelle della Yamaha e della Kawasaki… ma all'epoca c'erano anche… quelli della Gilera, della Ducati, della Honda, della Suzuki, e dopo avere visto Easy Rider e Woodstock anche quelli del… "chopper"!
Centauri di allora, dove siete?


20 Aprile 2010


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