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UNA PILLOLA DI STORIA
di Luigi F. Bonifacio
 
- oo OO oo -
 

Novembre 1951. L'alluvione del Polesine. In Asmara ci mobilitammo tutti. L'Istituto Vittorio Bottego formò delle coppie di studenti che, con la coccarda tricolore sul petto, andarono in giro per la città a raccogliere fondi (la mia compagna ed io eravamo la più bella coppia del mondo; peccato che non ricordi chi fosse, eran tutte intelligenti). L'associazione sportiva Eritrea organizzò una serata schermistica facendo pagare addirittura, prima volta al mondo, l'ingresso, per il Polesine. In Eritrea furono raccolte diecimila sterline, un calzolaio fornì una enormità di scarpe; un falegname provvedè all'imballaggio; il Lloid Triestino trasportò gratuitamente il tutto da Massaua all'Italia.
Qualche mese dopo un ingegnere direttore di un giornale asmarino, di ritorno da un viaggio in Italia, fece sapere che al Polesine erano arrivate mille (1000) sterline: era stato addebitato il costo dell'imballaggio delle scarpe, il trasporto da Massaua in Italia e non so quante altre cose.
Da quel giorno del 1952 se ho da fare beneficenza, la faccio diretta.

 

15 Novembre 2011



GUEREZA
di Daniela Tot
i
 

 

Ho una simpatica collega in ufficio che si è tinta i capelli in maniera fantasiosa, lasciando scuri e lunghi quelli in superficie, corti e biondi chiari quelli di sotto. La trovo alla macchinetta del caffè e vedo che raccogliendo in una coda i capelli più scuri questa appoggia su quelli chiari e mi viene spontaneo dirle: “Mi sembri una guereza!” Mi guarda stupita e mi chiede: “Una che?” “ Una guereza, sai quelle belle scimmie con l’elegante mantello nero e bianco, a pelo lungo...”. No, lei non lo sa e non lo sanno nemmeno gli altri presenti.

Ma per forza, penso io, io sono abissina come le guereza-abyssinian-black-and-white-colobus e loro invece no. E tornandomene alla mia scrivania con il caffè che diffonde un aroma rigenerante, ripenso alla prima volta che ho visto le guereza ad Asmara, in una gabbia all’Expo ‘69.

Prima dell’apertura ufficiale, mentre gli stand erano ancora in allestimento, quello della Elaberet Estate aveva esternamente un posto-stalla dove sarebbero state ospitate due esemplari rappresentanti le mucche dell’allevamento di Elaberet: una pezzata bianca e nera di razza Frisona e una pezzata bianca e marrone di razza Ayrshire. Papà mi aveva chiesto di disegnare sui muri dell’angolo adibito a stalla due mucche ed io ne ero così fiera ed allo stesso tempo così preoccupata di non riuscire nell’incarico che cominciai a sognare e disegnare bozzetti di mucche da subito.

Mi sarei trovata in compagnia di un vero artista, Gianni Montemanni, al quale era invece stata richiestal’esecuzione di un murales con la veduta della piantagione che lui poi realizzò in modo davvero mirabile. Le mie mucche erano invece una via di mezzo tra la mucca della fattoria di Nonna Papera e la mucca di Mariarosa, (sempre quella del lievito Bertolini) ma mi facevano ugualmente sentire un po’ artista.

Stavamo ormai ultimando i murales (quello di Montemanni davvero artistico e i miei diciamo... simpatici) quando qualcuno ci disse che erano arrivate le scimmie in uno stand non lontano. Curiosa andai subito a vedere ma quello che mi si presentò era uno spettacolo tristissimo: le scimmie, reduci da un lungo viaggio su camion che le aveva sballottate per le strade ricche di curve che salivano dal bassopiano, erano nervose e spaventate. Le amadriadi dalla folta criniera e dal rosso fondoschiena si sbattevano da una rete all’altra in orizzontale. I cercopitechi facevano lo stesso ma in verticale appendendosi a travi d’appoggio.

Ma quando vidi le Guereza (“...che portano giù pei fianchi una frangia di lunghi peli bianchi come la neve e ondeggianti come un ricco mantello”, definizione che ho trovato in rete ed è di Giuseppe Costanza – Il tecnico operaio conciatore e pellicciaio) rimasi davvero affascinata: una sembrava una regina in lutto, con il manto orlato di ermellino e la lunga candida coda. Un altro invece pareva un magistrato con la toga. Il loro splendore, opacizzato dalla prigionia, ispirava grande malinconia.

E non potei fare a meno di pensare a quei tappeti rotondi bianchi e neri che si vendevano nei locali negozi di artigianato o, peggio, stesi sotto qualche tavolino nei salotti delle case e ringraziai mentalmente la mia mamma per il suo arredamento così essenziale che non comprendeva mai animali, nè vivi nè morti. Quante meravigliose nobili guereza venivano immolate per ogni tappeto? Ma perchè era ammesso? Ci sarebbe voluto un film come "La carica dei 101" per sensibilizzare la gente e far sì che chi comprava i tappeti di guereza capisse di avere in realtà il cuore di Crudelia De Mon?

Expo ’69 fu un evento importante. Convergevano ad Asmara le peculiarità di tutti gli angoli di quel meraviglioso paese facendomeli conoscere. Fu quando elessero Zeudi Araia Miss Expo, l’inizio di una lunga strada che l’avrebbe portata come imprenditrice nell’industria della produzione cinematografica. Per casa nostra coincise con l’acquisto del primo apparecchio TV. Pare infatti che l’importatore, essendosi aggiudicato la bella fornitura di TV per l’Expo, ne avesse fatte arrivare una partita abbondante da fornire anche le abitazioni che ne erano prive ad un prezzo decisamente abbordabile. L’entrata in casa del primo televisore era all’epoca un avvenimento speciale. Un canale solo. Un bottone per accendere e uno per spegnere. Bianco e nero. Una scatola magica alla quale non chiedevi di più perché era già “il più” dell’immaginabile. I programmi TV erano trasmessi dalla Kagnew Station, in americano: Mission Impossible, Star Treck, Rawhide, Bonanza, Lucy Show, Laugh-in, The Muppet’s Show, Voyage to the bottom of the sea, The Ed Sullivan Show, The Big Valley, Bewitched… qualcosa è riproposto ora sul canale Fox Retro ed è come sfogliare un album di foto ingiallite dal tempo che ti è stato per un po’ compagno di viaggio…

Suona il telefono. Finisco di fantasticare e mi ritrovo alla mia scrivania con il caffè ancora in mano. Freddo. Torno alla realtà rispondendo alla cornetta.
@
D.

PS: Ho ripescato anche Gianni Montemanni. E' stata una bella telefonata, con lui che ricordava il mio papà con il quale aveva lavorato ad Elaberet. Ma non ha più niente di tutto quello che ha fatto laggiù. Ha un sito web, se può interessare. Questo è l'indirizzo: http://www.indicidarte.it/montemanni_giovanni.htm

 

20 Novembre 2011



NATALE 2011

 

Carissimo mondo Kikki,
E’ arrivato il nuovo calendario 2012 ed è tempo di auguri. Lord Kikki usa spesso l’espressione “Buon Tutto”, che effettivamente è un augurio totale, che nulla esclude.
In sottofondo ho messo John Lennon, che spero vi piaccia, mentre vorrei ricordare con voi il 2011 trascorso insieme sulle pagine del Chichingiolo.

So this is Christmas

And what have you done?

Another year over

And a new one just begun

Il clou della stagione è stato il rendez-vous a Rimini, in Maggio, dove ci siamo rivisti con il piacere e l’allegria di sempre. Al momento dei saluti, ricorreva la frase “alla prossima”, e così sia!

And so this is Christmas

I hope you have fun

The near and the dear one

The old and the young

Sono stata con voi, provando a farvi sorridere nei racconti del rito Rogè, della Lettera 32, di Asmarini riuniti a Li-Mizzani, delle splendide Guereza e dell’Asmara Film School. Mesfun ci ha emozionati ricordando Padre Rufino da Godaif e Luigi Bonifacio ci ha partecipato un ricordo sul buon cuore di Asmara. Franco Caparrotti ha intervistato Claudio e Rosanna Fareri rispettivamente il figlio e la nuora di un vecchio coloniale e in quei ricordi ci siamo ritrovati un po’ tutti.

And so this is Christmas

For weak and for strong

For rich and the poor ones

The world is so wrong

L’album del Chichingiolo si è arricchito di nuove foto: i nonni orgogliosi ci hanno comunicato che a gennaio sono nati Dario Negrin e la nipotina di Valentino Valentini, Giulia. Elena Marvasi ha compiuto 90 anni (ancora tantissimi auguri!), Tania Giusto si è laureata in psicologia (congratulazioni!) e Silvia Weiss si è sposata (bella e dolcissima).

Se ne sono andati in tanti, troppi: Mario Sogaro, Rosario Di Lorenzo, Roberto De Luigi, Lina Gai, Lisa Cahan, Abdu Ahmed Gumeshi, Livia Margotti, Sandrino Plutino, Giuseppe Artioli, Caterina Pagano, Giovanni Pantalone, Vittorio Volpicella, Rosa Bonifacio, Giorgio Vatalakis, Suor Annunziata, Bruno Piccoli e Sandro Giaquinto. A loro e ai loro cari il nostro affetto, e per Livia sempre un posto speciale nel mio cuore.

And so happy Christmas

For black and for white

For yellow and red ones

Let's stop all the fight

Vabbeh, lo sappiamo, c’è anche Facebook. Lo uso anch’io, in modo un po’ goffo. È un altro mezzo che, immediato, ci fa ritrovare e ci riunisce virtualmente, facendoci trascurare un po’ il Chichingiolo.

Il Kikki però per me è e restarà speciale e quindi è dalle sue pagine che, con il Mitico JL, vi dico:

A very Merry Christmas

And a Happy New Year

Let's hope it's a good one

Without any fear

@ D.

 

17 Dicembre 2011



TUMBARU

 

Carissimo Kikki,
Il carretto passava e quell'uomo gridava... tumbaru!!!
Sono in Gambia, terra di Kunta Kinte, il progenitore di Alex Haley che alla ricerca delle proprie origini ha scritto il libro Roots/Radici. Come ben sai, che sia Nord, Sud, Ovest o Est Africa, sempre Africa è e io provo quel profondo senso di appartenenza che mi sorprende ogni volta che metto piede in questo continente e, al solito, un sacco di cose mettono in moto i ricordi della "Mia Africa" natia.
Aspetto le 5 del pomeriggio per andare al molo dei pescatori che rientrano con le barche colme di pescato fresco. Vorrei un barracuda, dalla bella carne bianca: con metà preparerò del ceviche marinato al lime, mentre il restante lo cuocio al forno alla greca. Sto contrattando, come si usa al mercato, sul prezzo del pesce (fammi il prezzo dei residenti, non trattarmi da turista, etc etc) quando passa un carretto e l'uomo non grida "gelati" ma...tumbaru.
Non posso crederci: tondi piccoli gustosi chichingioli mi ammiccano dai loro sacchetti!!! Fermate tutto: uomo del carretto, come hai detto? Tumbaru? Ma questi sono i chichingioli, capisci, chi-chin-gio-li! Lui sorride a questa attempatella turista balzana che va in sollucchero di fronte agli umilissimi fruttini... ma il mondo è bello perché è vario, pensa lui, e fintanto che ci sono turisti, per pazzoidi che siano, benvengano! Lo pensa anche il pescatore, al quale finisco di dare la somma richiesta senza ulteriori negoziazioni.

D. nella terra dei tumbaru.

Torno a casa e verifico l'esattezza del nome: googlando mi imbatto in Tumbaru, una divinità della mitologia Hindu, il miglior cantore esistente. Voglio trovarci un nesso… difficile. Ma, potenza di Google, alla fine lo trovo ayurvedicamente annesso a zizyphus jujube! Ci siamo, l'e' lu'! Aggiungiamo un nuovo nome all'elenco dei nomi.
La stagione dei mangus è fra qualche mese, mentre adesso trovo abbondanza di papaie profumate e saporite. Colazione, dessert, merenda a base di papaia.
I babobab sono carichi di dillep e faccio anche una foto perché mi piace molto sentirmi magra al suo regal cospetto! Imparo che con la polpa, che qui chiamano boue, fanno lo sciroppo di dillep, squisito e ricco di vitamina C e calcio.
Riesco anche a cogliere alcune plumerie rosa che metto in una ciotola, nella quale tuffo il viso beandomi della loro fragranza.
Sono tornata a Kachikally, lo stagno dei coccodrilli (ne abbiamo contati una trentina) e fa sempre un certo effetto. Assomigliano ai loro cugini che pigramente si ricaricano di energia al sole sulle rive dell'Awash.
Ma siamo alla fine della vacanza e l'Epifania le feste porta via. Nella calza della Befana 2012 per il mondo Kikki in piena condivisione metto i chichingioli, il barracuda, il coccodrillo Charlie, il baobab carico di dillep e la plumeria con il suo fresco dolce profumo.
A presto
D.

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Cara D.,
Sicché a Ovest saremmo dei Tumbari. Te l'immagini il Raduno Annuale dei Tumbari? Fantastico! Annoto e sorrido, sospettoso, eppure la foto parla chiaro: sono proprio dei nostri. Siamo gemellati coi Tumbari, non si scappa. Nell'anno dei Maya. Adesso diranno che pontifichiamo pure sugli umili chichingioli. Ayurvedicamente parlando, ovvio.
Il Lord Tumbaro

 

7 Gennaio 2012


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